I monti della Laga sono formati da una catena principale da cui
,a est, si distaccano cinque dorsali.
Pur rappresentando il raccordo orografico fra i Sibillini e il
Gran Sasso il gruppo dei Monti della Laga ha una propria individualità sia dal
punto di vista geologico che morfologico.
Si presume che questa catena sia ancora in fase tettonica attiva
di sollevamento ed è una delle più elevate dell’ Appennino. La massima
altitudine è raggiunta dal Monte Gorzano (2458 m.) e dalla Cima Sepri (2419 m.).
Le catene trasversali in corrispondenza del fondovalle scendono
con groppe arrotondate che non superano i 1500 m. e sono coperte da bosco ceduo
e pascoli.
A oriente la Montagna dei Fiori che con la Montagna dei Campli e
il Monte delle Tre croci dominano le colline del Subappennino tramano, ha un
aspetto diverso: insieme al paesaggio oscuro delle molasse biancheggiano i
calcari.
Le impronte dei ghiacciai quaternari sono molto ridotte.
Le morene sono raramente identificabili a causa della disgregabilità delle rocce
molossiche dovute all’azione erosiva post-glaciale.
Tuttavia è visibile il cordone morenico che ha dato origini al
piccolo Lago Nero.
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Monti della Laga: monumento Naturale per trascorrere le vacanza in Montagna
(Sport)
*Li hanno inclusi nelle aree montane da salvare,
dopo la mobilitazione degli ambientalisti, ed hanno fatto bene, perché i Monti
della Laga sono un «monumento. della Natura. Migliaia di ettari allo stato
libero, poco o nulla antropizzati, un ecosistema pressoché intatto che non è
solo il paradiso dei «trekkers», ma un luogo caro agli studiosi. Qui è la
cosidetta «wilderness», la prospettiva di selvaggia purezza, pianori e boschi,
fiumi che si aprono la via in aspri canyon, improvvisi laghetti, valloni
folti d'erba. Una vastissima zona che tocca Lazio,
Marche e Abruzzo, con panorami innanzi ai quali è impossibile non sentirsi
vibrare dentro qualcosa che, in fondo, ci appartiene (la nostra memoria
ancestrale).
Una bella escursione si può fare dal versante laziale, sopra Amatrice, partendo da Capricchia e diretti al Monte Gorzano,
quota 2.500, con magnifica vista sul Gran Sasso. Sul percorso la Selva Grande,
uno spettacolo nello spettacolo, e questo è solo un assaggio delle sorprese fra i Monti. In tutto circa sette ore, ma è necessaria una certa dimestichezza con l'arte del «trekking», sport ecologico a
misura d'uomo (ritmi del respiro, cadenza dei passi: è il corpo
a modellarsi sulle geometrie della Natura). Per l'acqua ovunque dove rifornire
la borraccia, ma è importante munirsi di scarponi, cappello, zainetto con
viveri, bussola e mappa (ottima la 1:50.000, edita dal CAI di Ascoli Piceno). La
foto si riferisce al versante abruzzese, non rende giustizia alla bellezza dei
monti della Laga.
*Tratto da "Per le strade del Lazio, le carte del
turismo a schede mobili - Quotidiano "IL TEMPO".